In questo momento epocale di crisi e di repentini cambiamenti, abbiamo sempre più bisogno di aver leader e non capi. Un capo sa già tutto, dirige, critica, rimprovera, individua le debolezze, chiede risultati e difende il proprio ego. Mentre un leader non smette mai di imparare, allena, incoraggia, cerca soluzioni, scova i talenti, si prende le responsabilità ed ispira le performance.

Una skill molto importante per un leader è quella di sviluppare la propria resilienza. Il leader resiliente non nega le esperienze negative, ma le trasforma in occasione formative e di crescita professionale e personale. Altre skill riguardano: la fiducia nelle proprie capacità, essere consapevole, assertivo, vocazione all’apprendimento, capacità di adattamento, proattivo, flessibile, senso di appartenenza al gruppo, responsabile, saper gestire le emozioni, avere visioni consapevoli e, soprattutto essere empatici.

La grandezza di una leadership si basa sulle capacità di far leva sulle emozioni. Il successo di un leader dipende da come agisce, anche se esegue tutto alla perfezione, se poi fallisce nell’orientare le emozioni nella giusta direzione, nulla di quanto intrapreso potrà funzionare.

Quando un leader orienta le emozioni in senso positivo, fa emergere il meglio dei suoi collaboratori, mentre se orienta le emozioni in modo negativo, mina la piena realizzazione di ogni individuo.

La prosperità o la decadenza di un’organizzazione dipendono dall’efficacia con cui i leader assolvano alla funzione emotiva.

Tra i valori, l’etica e l’integrità, sono quelli che per i leader hanno una maggiore importanza, perché non basta avere standard etici in azienda, sono i leader a dover dimostrare come questi valori abbiano fortemente impregnato la cultura aziendale.

Per concludere, un leader è come un faro che indica la meta, illumina la strada da percorrere, custodisce la visione del gruppo.

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